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PUNISCI ME

 

 

E se ne sta li seduta, sulla sua comoda poltrona,assorta totalmente dai suoi libri. Ogni tanto irrompe nel silenzio, 

con la sua attenta, delicata disquisizione, perché le piace la risonanza delle sue parole, 

della sua voce impostata, a volte rigida.
Mi parla di S. Agostino, il “De Pulchro Et Apto”, la bellezza del tutto, armonia, ordine, unità, mentre fuori piove, 

da giorni ormai, e questa stanza sembra un’arca di Noe, dove c’è tutto quello che ci serve, 

tutto l’indispensabile dal mondo.
Di nuovo il silenzio, posa un testo, ne prende un altro, aspetto solo di sentirla parlare, 

mentre nervosamente gira le pagine. Eccola , <<Per S. Bernardo >>, dice,

 <<l’uomo può raggiungere il più alto grado di conoscenza e perfezione, e superando i limiti della sua ragione, 

pervenendo alla verità >>.

 

 

Il tono si fa cupo. Parlami dei quattro stadi dell’amore e dei dodici dell’umiltà, mentre io, con la fantasia, immagino di spogliarti. Una calza, poi l’altra, un bottone dopo l’altro della camicetta che lascerei semiaperta.
Ma adesso, i tuoi occhi sono carichi dell’amarezza delle lacrime, e mi dispiace, 

ma solo un po’ che tu non riesca a comprendermi.
Una volta, quando ti toccavo, ti piaceva, poi sei cambiata, ed ero io che non riuscivo a comprendere.

 

 

Mi dici che la catena alla caviglia è troppo stretta, senti dolore, hai l’impressione che la pelle sia diventata viola, 

lo so che vorresti essere slegata, ma so anche che questa è l’ennesima scusa per poter scappare. 

Vedrai, anche se adesso continui a sospirare tra i singhiozzi, tornerai ad amarmi come un tempo, 

come quando lui infilava le sue sudice dita tra le tue gambe e tu immaginavi che ci fosse la mia 

pelle pura a farti santa.

 

 

Ma leggi ancora qualche cosa che mi ricordi i nostri incontri nei boschi, a Bomarzo avevi un libro 

su Tommaso D’Aquino, la “Summa Theologiae”, ricordi? 

<< Bello è ciò la cui stessa percezione procura piacere >>, ed io trovo estremamente eccitante 

saperti totalmente mia, padrona del corpo e prima o poi anche dei pensieri. 

Dovresti avere solo più fiducia in me invece di piangere.

 

 

Il bello è una forma che noi contempliamo, mentre il bene è un fine al quale aspiriamo. 

Cito Tommaso per farti ragionare, ma tu continui a versare lacrime, e ti lamenti dei lividi, dei graffi, 

e ancora di questo stramaledetto piede viola. E va bene, se proprio ti fa tanto male, mi costringi a tagliarlo! 

Tanto per me saresti bella comunque, anche morta.