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STUPOR MUNDI

 

 

Villa Lante (Bagnaia)

 

Vorrei riuscire a dare un filo continuo ai miei pensieri, troppi, come le immagini che affollano copiose la mia testa. Vorrei descrivere i luoghi e le sensazioni vissute, dare corpo a quello che si è imprigionato nei miei occhi, e che nessuna immagine di carta potrà mai restituire. Perché ho riempito gli occhi di cose belle, e non mi è parso vero che fossero così belle, e mi stupisco sempre di amarle così tanto, e il loro amore mi aiuta a dimenticare.

 

Vorrei scrivere della Tuscia, e del tumultuoso lavoro degli apparati eruttivi che l’hanno creata, e del tempo che l’ha modellata. Vorrei descrivere questo ampio territorio fatto di mosse colline ammantate di boschi, valloni dirupati, e da isolati altipiani tufacei dai fianchi scoscesi, nidi delle primordiali civiltà, che ora appaiono coronare olimpi ideali.

 

Vorrei confessarmi stordita e rapita dalla pietra tufacea, che al tatto è una vibrazione continua, e il colore che varia in sfumature impercettibili, dal biondo ocra al bruno, e il verde dei muschi è come il più seducente dei velluti… e provare a raccontare di come nei secoli, nella pietra porosa si è scavato per reperire materia ma anche per cercare rifugio in cunicoli, grotte, tombe… lontani dal mondo reale per trovare pace nelle città dei morti… sepolcri dall’odore intenso del tempo che è passato lasciandoci affascinati.

 

Vorrei riuscire a descrivere il momento esatto in cui, accompagnati nel viaggio da relitti di tavolato vulcanico emergenti dalla rigogliosa pianura orvietana, eccola, appare all’orizzonte e tutte le volte mi scoppia il cuore… Bella la rupe bionda di Orvieto, bella la città mia tanto desiderata, sorretta dalle fragili pareti di tufo che strapiombano tra il verde dei vigneti e l’oro delle messi… e scivolo lenta col desiderio lungo la pietra che cade dritta verso il basso, e penso alla pelle della sua schiena sotto le mie dita…

 

Vorrei riempirmi il cuore della stessa splendente malinconia di quel momento vissuto a Volterra, una piazza assolata allo zenit, e sotto un portico ombroso con vista sul battistero, il vento diffonde il suono triste di una girovaga chitarra spagnola, che innaffia di velata bellezza le cose tutte intorno, gli spettri del passato insieme ai vivi del presente, e pensare a questo nuovo malessere tra tutti il peggiore, che ristagna nel centro esatto del mio corpo… desiderare ciò che non si può avere…

 

Ma più di tutto vorrei riuscire a dare quello che mille foto non hanno reso, descrivere quel senso di stupore e paura nelle vie cave etrusche… paura si, di trovarsi dentro un sogno, uno di quelli in cui il sogno stesso ti ingoia… le pareti di tufo scavate dall’uomo sono strette, da toccarle palmo e palmo, e sono alte, altissime, vertiginose, che risucchiano lo sguardo verso l’alto, verso la luce che è accecante tra il fogliame, mentre tra i muschi, alla base dello stretto cono di pietra, il colore e l’odore della penombra è oscuro, indecifrabile… è l’enigma che ti svela quali siano le tue paure, e percorrerle da soli è un taglio sul tuo vissuto. Ma non riesco, non riesco a dire… nel silenzio, la pietra si frantuma con lentezza, cadono le foglie, fuggono le lucertole, trema il tuo corpo… perché tremano le membra tutte… e l’ho invocato con tutto il dolore che provavo, e ho pregato quella divinità di terrore di dare tregua a questo essere che mi mangia dentro, ho chiesto perdono per i mali commessi, e ho supplicato di trovare nuovamente pace nei suoi occhi…

 

Ho sognato, ho vissuto… ho sofferto… e stanca, nel nome di Mitra, voglio rinascere in un rito iniziatico e segreto, formarmi come il dio nella roccia di un ipogeo sotterraneo, ventre della madre pietra, e battezzarmi a nuova vita nell’abluzione sanguinolenta del sacrificio del grande toro cosmico.

 

Perché vorrei dirmi salva, lontana dai miei fantasmi, ma non lo sono… In alto, tra paesaggi collinari lacustri, ho sussurrato il suo nome nel vento, e ho visto le parole e il mio respiro volteggiare leggere sopra l’increspatura delle acque turchesi del cratere, e sparire nella lama lucente di bianco all’orizzonte insieme alle vele.

 

E credo d’aver volato sulle terre della val d’Orcia… non si toccava terra per la velocità, e con il desiderio ho sorvolato leggera le colline arate e argillose… l’ora, quella del tardo pomeriggio, con le ombre lunghe che movimentano la visione seducente, e ho sentito una pace come di tregua ristretta in quell’attimo, mentre mi dirigevo verso un orizzonte giallo e polveroso.

   

 

Caprarola Villa Farnese

 

 

Caprarola Villa Farnese

 

 

Caprarola Villa Farnese

 

 

Caprarola Villa Farnese

 

 

Caprarola Villa Farnese

 

Lago di Bolsena

 

 

      

        Lago di Bolsena

 

 

            

     Lago di Bolsena   

 

 

 

        Lago di Bracciano

 

 

        Bracciano

 

 

        Lago Trasimeno

 

 

    

        Sorano

 

 

      

      Sorano  

 

 

        

      Orvieto  

 

 

    

      Orvieto  

 

 

      

       Civita di Bagnoregio 

 

 

     

      Pitigliano  

 

 

            

        Pitigliano   

 

 

   

      Pitigliano  

 

 

    

      Pitigliano  

 

 

    

        Pitigliano via cava S. Giuseppe  

 

 

    

        

 

 

    

        

 

 

    

        Pitigliano via cava S. Sebastiano  

 

 

       

     Sovana via cava S. Sebastiano  

 

 

  

        Sutri anfiteatro

 

 

  

        Sutri anfiteatro

 

 

      

      Sutri mitreo  

 

 

        

      Sutri mitreo  

 

 

            

      Sutri mitreo  

 

 

            

      Cerveteri  

 

 

            

      Chiusi museo archeologico  

 

 

            

      Chiusi museo archeologico  

 

 

            

      Chiusi museo archeologico  

 

 

    

      Chiusi museo archeologico  

 

 

 

      Chiusi museo archeologico  

 

 

            

      Chiusi museo archeologico  

 

 

     

      Chiusi museo archeologico  

 

 

            

      Bagno Vignoni  

 

 

       

      Bagno Vignoni  

 

 

    

      Sant'Antimo  

 

 

            

      Sant'Antimo  

 

 

            

      Sant'Antimo  

 

 

            

      Spoleto  

 

 

    

      Spoleto  

 

 

    

      Spoleto  

 

 

            

      Spoleto  

 

 

            

      Spoleto  

 

 

            

      Spoleto  

 

 

            

      Spoleto  

 

 

            

      Spoleto  

 

 

     

      Spoleto  

 

 

        

      Spoleto