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MANTUA

(La nebbia fuori e dentro di noi)

 

 

Mantova lago superiore

 

 

      

Mantova lago superiore

 

 

"...Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà..."

 

"LE RONDINI"  Lucio Dalla                          

 

 

Mantova lago superiore

 

La nebbia che è fuori di noi è una massa compatta da tagliare a strati con le dita. Invoca spettri nelle sagome delle cose lungo il tragitto, verso una meta che è metafora dell’irrisolto.

Ma si dirada in banchi e si fa più leggera, lasciando emergere dalle acque il profilo mantovano, miraggio nella bassa autunnale e congelata. Contorno da tracciare a matita su di un foglio color carta da zucchero, acquerellato appena nel cotto.

Appena percettibili sagome urbane, che si amalgamano compatte e sicure nella stratificazione storica, dall’Alberti ai portici che ripetono moduli infiniti, il silenzio delle grandi piazze che si svuotano d’improvviso di umanità e lo scampanellio delle bici, per riempirsi del suono lontano della corte dei Gonzaga.

 

Vale un viaggio dell’inconscio raggiungere la scatola cinese della “camera picta” del Mantegna, la corte vanesia si mette in posa su di un fondale che si inerpica in ideali concezioni architettoniche e cieli tersi d’azzurro. Il potere tramandato prepotentemente da generazioni addolcito dalle carni rosee dei cherubini, o l’incarnato dolce e sguardo assente della bella Barbarina.

Immobili figurine dipinte in una perfezione che ne rimanderà la statica serenità per secoli.

 

Trovo casa e rifugio nel romanico ritrovato di S. Lorenzo, girovagare stanca nell’ambulacro oscuro come circumnavigare il perimetro dello spazio e della questione. Mi porto al centro della rotonda e alzo lo sguardo risucchiato dalla verticale che sale e che si placa nella copertura voltata in laterizi, cielo di sicurezza e di risoluta verità.

Nella piazza, le dita congelate cascano a pezzi sull’acciottolato e penso che è così lontano nelle intenzioni da non poterlo nemmeno toccare col solo desiderio.

 

La nebbia che è dentro di noi, è una coltre umida che avvolge il cuore. Una punta gelida lo trafigge, come un appunto che stilla di rosso sul bianco della pelle.

Una consapevolezza spietata che abbatte anche il sentimento più forte, la resa incondizionata quando la nebbia densa e impenetrabile è una vita nella quale non puoi entrare.

 

 

Mantova 

 

 

 

Mantova castello di San Giorgio

 

 

     

Mantova piazza Sordello

 

 

Mantova Palazzo Ducale 

 

 

 

      

Mantova piazza Sordello

 

 

      

Mantova centro storico

 

 

Mantova piazza delle erbe

 

 

     

Mantova rotonda di San Lorenzo

 

 

         

Mantova

 

 

      

Mantova Palazzo Te

 

 

Mantova lago superiore

 

 

      

Mantova lago superiore

 

 

Mantova lago superiore

 

 

Mantova lago superiore

 

 

Mantova lago superiore

 

 

  

Mantova lago superiore

 

 

Mantova lago superiore

 

 

      

Mantova stazione

 

 

         

Sabbioneta Palazzo Giardino

 

 

         

Sabbioneta Palazzo Giardino

 

 

         

Sabbioneta Palazzo Ducale