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APPUNTI DA UN VIAGGIO... SALENTO

 

 

Otranto

Questo Salento… piatta terra di confine, senza riparo da un sole accecante. Silenziosa e ancora rurale… ed ancestrale, più di ogni altra terra, questa è fatta di fantasmi, che arrivano da tempi lontani… i Messapi qui li incontri negli Ipogei, nei Dolmen, nei Menhir… che sono indicatori di fertilità e di cammino, come a segnare la via a tutti coloro che sono arrivati dopo…

La costa a sud di Otranto è davvero spettacolare… torri diroccate, masserie che una volta erano conventi, nel paesaggio più essenziale che ci sia, ma mozzafiato… soprattutto in quell’ora del tardo pomeriggio, quando il sole basso all’orizzonte, crea ombre lunghe sulla rossa terra salentina, che sembra densa, viva, ricca di ricordi, terra nella quali gli ulivi si divincolano come contorsionisti.

E mi emoziono, sempre, tutte le volte che vedo il profilo di cittadella turrita di Otranto, come il miraggio del viaggiatore, che appare all’orizzonte e da conforto e felicità. La percorro spesso a piedi, lentamente, di giorno, di notte, nella confusione e nel silenzio, e provo ad immaginarla in una veste più antica… alla fine del 1100 quando il monaco Pantaleone lavorava alla realizzazione di quel magnifico spettacolo che è il mosaico della cattedrale, o secoli dopo, nel 1480, all’arrivo dei Turchi e delle ottocento teste tagliate per non rinnegare il proprio dio!!

Lungo la cortina delle mura cittadine, si fa buona musica. La musica del tango… e nonostante il gelo sibillino da maestrale, ho vampate di languido entusiasmo quando si celebra Piazzola, con gli occhi lucidi per la passione celata in me che si strugge… e forse muore. E la musica jazz, in tutte le sue varianti, all’Otranto Jazz Festival, con un frappè alla vaniglia da gustare len-ta-men-te…

 

 

menhir S. Paolo

 

 

            

Martina Franca

 

 

          

      Soleto  

 

 

       

  costa a sud di Otranto (torre del serpe)