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Quanto vuoi?… Quanto vuoi di me, quanto vuoi che mi mostri, quanto vuoi che ti restituisca al tuo disamore, che risarcisca della tua delusione e insoddisfazione. Quanto sesso vuoi, magari quanto amore traslato, surrogato, più che solo mercificato…

            G. BETTIN

 

L'ORA DI PAN

 

 

 

Pan, è divenuto il signore della natura che è dentro di noi, delle sue pulsioni, che ora, in presenza di Dio, ci assalgono con pan-ico. Istigando il desiderio, Pan istiga a un tempo l’angoscia, perché quando la coscienza è troppo spirituale ed eterea, il corpo e il suo mondo ci vengono addosso con panico e incubo.

 

 

Pan, dio del corpo, dell’istinto, della masturbazione, dello stupro e del panico, cadenzava nella sua ambivalenza il ritmo della danza tragica, dove la violenza del piacere si accompagnava all’angoscia dell’incubo, in quell’ora del meriggio, a mezzogiorno, quando il corpo e la sua ombra sono uno.

 

 

 

L’ora di Pan, infatti, è l’ora in cui i riflessi dell’anima coincidono con gli eventi pulsionali, quasi a significare che ciò che facciamo alle nostre pulsioni, lo facciamo alla nostra anima, e l’Io responsabile tace sotto le forze che lo minacciano: “Non ci indurre in tentazione”.                                 

                                                                                                                                      GALIMBERTI